Girolamo Ortis (Vito d'Asio, 13 maggio 1773 – Padova, 29 marzo 1796) è stato il giovane italiano al quale Foscolo si ispirò nelle sue Ultime lettere di Jacopo Ortis.

Girolamo Ortis si tolse la vita in Padova il 29 marzo 1796, poche settimane prima della laurea in medicina. Alloggiava presso il Collegio Pratense o dei Furlani, risalente all'epoca medievale (oggi sede di un comando militare) che, in ossequio alle volontà del vescovo Pileo da Prata che ne era stato il fondatore, ospitava esclusivamente studenti friulani (Girolamo era di Vito d'Asio, passato poi alla provincia di Pordenone). La morte avvenne durante la notte nella sua stanza: si inferse due pugnalate, una al petto, l'altra alla gola. Il corpo venne ritrovato al mattino. Aveva tre fratelli religiosi.

Ugo Foscolo, pur ispirandosi alla vicenda del giovane per il celebre romanzo epistolare, non lo conobbe mai personalmente. Nel romanzo mutò il nome del giovane in Jacopo Ortis

Claudio Perini da Wikipedia

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Da

"La Voce della Val d'Arzino"

periodico dell'amministrazione di Vito d'Asio, agosto 2005

A cura di Pietro Gerometta

 

Uomo di grandi virtù militari, dedicò all’esercito tutta la sua vita. Da ricordare il suo manuale “Tattica” per anni libro guida della scuola militare di Modena.

Domenico Bonaventura Ciconi nacque a Vito d’Asio il 14 luglio 1835, figlio di Domenico dott. Ciconi e Orsola Zannier. Percorse con distinzione gli studi nel Seminario di Concordia in Portogruaro sotto la direzione e la vigilanza dello zio materno don Mattia dott. Zannier che vi era professore, uomo di raro ingegno, di squisito sentire e di nobili sentimenti patriottici, morto nel fiore dell’età all’epoca della prima rivoluzione italiana.


I nobili sentimenti non potevano non trasfondersi nell’animo sensibile e generoso del nostro Domenico, tantoché percorsi nell’Università di Padova con somma lode gli studi legali, mentre era ormai prossimo alla laurea si arruolò nell’Esercito Piemontese. Dopo la convenzione di Villafranca il patriottismo serio e riflessivo del Ciconi lo persuase che la patria per un prossimo avvenire aveva più bisogno di valenti ufficiali che di avvocati ed entrò nel Collegio Militare di Modena ed in seguito alla Scuola Superiore di guerra di Torino (nel frattempo si laureò anche all’Università di Padova). Si meritò tale stima e fiducia che gli fu conferita la delicata ed ardua missione di Giudice Istruttore militare nell’Italia meridionale dove allora infieriva il brigantaggio. Condotta a termine con grande onore questa scabrosa missione fu nominato professore nel collegio militare di Modena e scrisse un testo che venne premiato dal Regio Ministero della Guerra. Fece la campagna del Veneto nel 1886 ed ebbe tale costanza da destare l’ammirazione nei suoi commilitoni. Il Ciconi era un rigido esecutore anche delle più osservanze disciplinari minute che sono nel loro complesso argomento di unità, di azione e di forza. Il Maggior Ciconi sbarcò a Masaua e presidiò dapprima Monkullo e poi il forte campo Gherar nonostante però la sua forte tempra il 09.09.1887 morì a causa di ileotifo, a bordo della nave ospedale “Garibaldi”, fu sepolto a Masaua assieme ad altri 133 alpini morti anche loro a causa di malattie tropicali. A questo proposito dovrebbero esserci, secondo alcune testimonianze, una lapide che ricorda questi militari presso la zona di Monkullo. Fu probabilmente la mancanza d’acqua che contribuì queste morti infatti un alpino scrivendo a casa così affermò: “l’acqua che beviamo è acqua distillata di mare”, un militare di Bologna commentò: “un soldato mi disse che aveva bevuto la propria orina”.

La via a Vito d'Asio dedicata al Maggior Ciconi.

Carlo Leopoldo Lualdi (1910 – 1980) è stato un imprenditore e ingegnere italiano. Conseguì il diploma all'Istituto Tecnico Malignani di Udine e si laureò in ingegneria all'Università di Friburgo, in Svizzera. Appassionato di aviazione aveva avuto modo di conoscere l'ingegner Corradino D'Ascanio, pioniere dello sviluppo delle aerodine ad ali rotanti in Italia. Grazie al suo spirito di osservazione, inventiva e di buone conoscenze tecniche, nel 1952 intraprese lo studio e la costruzione di un suo elicottero.

Nel 1945 fondò la Lima (ora Lima Corporate), un'azienda che produce strumenti chirurgici acquisendo esperienza nella tecnologia legata agli acciai legati necessaria per la loro realizzazione.

Nel 1953, nel garage di casa ad Anduins, con la collaborazione del perito aeronautico Sergio Tassotti iniziò la costruzione del traliccio dell'elicottero E.S. 53 (la sigla stava per elicottero Sperimentale, 53 per l'anno di inizio lavori) in tubi Columbus, in acciaio al cromo molibdeno, dietro il sedile del pilota montò un motore usato recuperato da una motocicletta. La costruzione delle pale dell'elica, in legno, del rotore e di quella anticoppia, venne affidata ad un falegname locale. Data la complessità di una macchina di questo tipo, le difficoltà tecniche da affrontare furono parecchie e tutte difficili da superare. Le prove motore ed i sollevamenti del prototipo ancora privo di carenature vennero iniziati nel settembre 1953 e furono fatti ad Anduins. Nell'aprile 1954 l'E.S.53 venne esposto alla Fiera Internazionale di Milano, al Salone dal Volo Verticale suscitando grande interesse; ad agosto venne presentato alla Mostra Internazionale Aeronautica al Lido di Venezia. Di concezione estremamente semplice e razionale l'elicottero sperimentale E.S.53 suscitò vasto interesse. I suoi bassi costi di produzione e gestione ne facevano un mezzo alla portata anche dei privati. Sotto il profilo tecnico, lo stabilizzatore giroscopico, ideato e brevettato dall'ingegner Carlo Leopoldo Lualdi, semplice e allo stesso tempo geniale, faceva di questo mezzo una macchina all'avanguardia.

 Da Wikipedia

http://it.wikipedia.org/wiki/Carlo_Leopoldo_Lualdi